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ANALISI DELL'AMBIENTE
LA FAMIGLIA E' necessario sgombrare il campo dal concetto precostituito di famiglia, quella tradizionale, legalmente formata e formalmente unita, per passare ad un concetto più variegato e sfumato di famiglia. I ragazzi sono meno caricati di responsabilità, accompagnati dalle paure dei genitori e protetti, se non fisicamente, nelle esperienze che vengono mediate e filtrate, senza un aiuto nella ricerca degli strumenti per vivere la propria vita. I ragazzi ricercano nella famiglia, oltre all'affetto, i riferimenti, la stabilità di regole e di comportamenti capaci di funzionare da timone nella loro adolescenza; ciò è in ogni caso vero, nonostante arrivi un momento, più o meno lungo e più o meno precoce, di contestazione aperta e dura a tutto ciò che limita il loro desiderio di libertà e trasgressione. Questo momento inaugura spesso una fase di rapporti un po' più agitati tra i partner che, sotto la pressione della contestazione, non trovano facilmente quell'unità d'impostazione, d'atteggiamento e di direzione (ottenibili solo con uno scambio di esperienze, un dialogo ed un confronto sereni) che ne rafforzerebbero il ruolo, la posizione e la proposta. La permanenza dei figli in famiglia continua progressivamente ad aumentare, un po' per gli studi che si allungano determinando scarsa autonomia economica ed un po' perché vivere tra le mura domestiche non richiede particolari limitazioni, grossi sacrifici ed impegni. Questo contribuisce ad una infantilizzazione dei figli, che non riescono mai a trovare il momento di prendere in mano la loro vita e che, dai genitori, pretendono come dovuto ciò che in fondo non dovrebbe essere dato. Infatti l'educazione è accompagnata da paure e sensi di colpa che cercano di sostituire, fin da piccoli, la mancanza, o l'eccesso, di presenza con il permissivismo, l'accondiscendenza e il condizionamento. Nella famiglia il ruolo del babbo e della mamma sta avendo una maggiore interscambiabilità, anche se rimane una certa ruolizzazione ed un demandare alla madre certe responsabilità sull'andamento della vita familiare. Alcuni genitori sono meno spesso un riferimento positivo e certo per i figli, poiché sono insicuri di fronte alla vita ed insoddisfatti delle scelte fatte. La cosa più importante sembra riuscire a raggiungere una certa sicurezza economica, che sostituisce la carenza di proposta, finanziando con troppa facilità le richieste dei figli.
GLI ADULTI Il comune modo di dire di molti adulti sulla pochezza dei giovani, sulla loro mancanza di valori, non favorisce certo l'instaurarsi di un rapporto di dialogo e di fiducia. E' però chiaro che quando si sentono interessati, apprezzati, amati (dai catechisti, dagli animatori, dai capi scout, dagli allenatori sportivi, ecc.) i ragazzi cercano di dare il meglio di sé e di instaurare un certo rapporto con questi educatori. E' pur vero però che non sempre si offrono modelli di vita, ma si offrono realtà compartimentali dove i ragazzi sanno con chiarezza cosa viene loro richiesto e cercano di darlo senza porsi troppe domande e senza cercare di formare il proprio carattere in base alle esperienze vissute.
LA SCUOLA Alcuni recenti cambiamenti strutturali (corsi di recupero, “debiti”, modifica dell'esame di maturità) hanno aumentato il senso di sfiducia verso l'istituzione scolastica, sia nella famiglia, sia nei ragazzi, che comunque si inquadra in un più generale orizzonte di incertezza. Negli insegnanti sembra emergere un senso di frustrazione nella ricerca di quel rapporto di stima e di fiducia con i ragazzi. Si attende da tempo la riforma degli OOCC che attualmente appaiono quasi completamente svuotati di senso. Nell'ambito dell'orientamento alla scelta dell'indirizzo di studio la situazione è notevolmente migliorata negli ultimi anni. La scelta dovrebbe essere più consapevole che in passato, ma avviene in un momento dell'età del ragazzo in cui l'errore è sempre possibile. La stragrande maggioranza degli studenti inizia l'avventura universitaria; anche qui capita che la scelta di indirizzo non sia troppo convinta ed entusiasta e non sostenuta da una profonda motivazione.
DENARO Nei genitori è un po' passata l'abitudine dopo una certa età della paghetta settimanale, magari collegata a qualche piccolo lavoro e si preferisce concedere richiesta per richiesta, determinando un minor senso di responsabilità e rendendo più difficile la comprensione del valore delle cose ed una limitazione al consumo. Sempre più esigente si fa la disponibilità di denaro nelle tasche dei ragazzi a partire già dall'età delle medie per la crescente attrazione che esercitano i video games (anche se ultimamente un po' in ribasso), le consumazioni al bar, le feste in pizzeria (in forte ascesa), l'uso eccessivo del cellulare. Dopo i 15 anni si nota una certa diversità nello spendere i soldi tra maschi e femmine: motorino e bevande per i primi, vestiti e cosmetici per le seconde. Comune è l'esperienza di lavori estivi. Non pare essere né considerata né richiesta l'opportunità di capitalizzare un po' di denaro, anche solo tra quello di volta in volta concesso, per un acquisto più importante, per un fine più elevato.
IL TEMPO LIBERO Nell'età pre-adolescenziale la parte del leone spetta sempre alla TV, al computer e alle consolle, artefici tra l'altro del ritardo di socializzazione e confronto tra coetanei. Il nostro territorio offre una vasta scelta di attività sportive che in parte riescono a colmare questa “anomalia”; già dal ciclo elementare della scuola si verifica una consistente iscrizione a società sportive di qualsiasi genere; bisogna forse riflettere sull'effettivo grado di socializzazione che tali momenti aggreganti realizzano. Alla fine del primo anno di scuola media, grazie alla maggiore autonomia, libertà e disponibilità di denaro che i ragazzi ottengono in famiglia, in parte rinunciataria al proprio ruolo educativo, il luogo di ritrovo per passare il tempo diventa il corso. Crescendo d'età (siamo ormai tra i 16-20 anni) iniziano anche a comparire le prime trasgressioni del sabato sera, sigarette, alcool e droghe leggere, che risultano facilmente reperibili. Arriva la discoteca a catalizzare l'attenzione, ma anche i locali dove si può stare a parlare ascoltando della musica o facendo qualche gioco da tavolo. Con l'arrivo della patente poi si preferisce il trasferimento alla ricerca di locali e di divertimenti nuovi. Poca attrazione svolgono le associazioni di volontariato, la parrocchia ed i partiti politici, forse per la richiesta di disponibilità e sacrificio che richiedono, mentre prevale un atteggiamento più ripiegato verso se stessi.
ASSOCIAZIONISMO ED ISTITUZIONI Il nostro territorio è ricco di associazioni sportive, con impianti di notevole levatura, associazioni di volontariato e culturali, ma con poca visibilità.
TERRITORIO ED AMBIENTE La bellezza del territorio produce un effetto d'assuefazione, d'indifferenza verso quelle che sono delle vere e proprie ricchezze naturali riconosciute da tutti i turisti ed i visitatori di San Vincenzo. Conoscere meglio la nostra flora e fauna è un dovere verso Dio e l'umanità. Da un lato verifichiamo una crescente sensibilità verso l'esigenza di una raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani ed una maggiore attenzione nei confronti “dell'inquinamento visivo” procurato da buste di plastica, brik o lattine, (grazie anche all'attenzione riservata dai programmi educativi delle scuole materne ed elementari), tuttavia molto lavoro resta da fare sul fronte dell'educazione ai consumi (privilegiando i prodotti più semplici e naturali, oltre che quelli con imballi e confezioni non inquinanti), al risparmio energetico (spreco d'acqua, energia elettrica), all'emissione di gas inquinanti (riscaldamento, auto, moto). Sembra quasi che siano passati i messaggi che hanno un effetto evidente, un impatto immediato, mentre le cause e le origini degli stessi effetti, di solito più nascosti ed “indiretti”, faticano ad essere assimilati. Abbiamo notato un progressivo aumento della cementificazione, con diminuzione di spazi verdi.
IL LAVORO Nella zona della Val di Cornia è in aumento l'occupazione nei lavori occasionali, sia part-time che full-time, nei lavori stagionali, nei lavori a tempo determinato. L'ingresso al mondo del lavoro è posticipato rispetto al passato, ed avviene attraverso tirocini o stage nelle aziende; non sempre però questo periodo d'apprendistato garantisce l'assunzione nell'azienda stessa. E' sempre più difficile trovare lavori a tempo indeterminato. Questa precarietà, legata all'aumento del costo della vita fa si che all'interno delle famiglie, entrambi i genitori siano costretti a lavorare, a discapito del tempo da poter trascorrere con la famiglia e con i figli. Molto frequente nella nostra zona, è l'impiego stagionale nel settore turistico che si può suddividere in tre tipologie:
- contratto di 6 mesi che va da Pasqua fino alla fine di Settembre - contratto di 3 mesi che va da metà Giugno a metà Settembre - contratto di 2 mesi: Luglio- Agosto
Le ultime due tipologie interessano soprattutto i giovani a partire dai 16 anni, che vengono attratti dalla possibilità di ottenere stipendi migliori rispetto a lavori in altri settori, nonostante le ore lavorative richieste siano maggiori. L'offerta di lavoro nella nostra zona, è limitata al settore turistico, agricolo, edile. Questo fa si che soprattutto chi ha studiato in settori diversi, si veda costretto a trasferirsi altrove per riuscire a sfruttare al meglio il proprio titolo di studio.
L'AMICIZIA I ragazzi hanno molte conoscenze (cioè conoscono tantissimi coetanei) che loro chiamano impropriamente amicizie, ma nei momenti di bisogno, di sostegno, i veri amici si riducono ad una, due persone. I genitori tendono ad influenzare le amicizie dei figli sia con il loro giudizio che proponendo i ragazzi da frequentare sulla base delle loro conoscenze. Spesso il vero amico è considerato quello che dice sempre sì (puntano ad avere un gran numero di conoscenti evitando di schierarsi apertamente ed accattivarsi la simpatia di tutti), anche se crescendo sono rivalutati gli aspetti di lealtà e sincerità. In mancanza di adulti significativi si cerca nell'amico il modello da imitare.
I SENTIMENTI Come considerazione di carattere generale sembra possibile affermare che esiste una maggiore trasparenza nel manifestare i propri stati d'animo, sia tra i propri coetanei sia verso gli adulti. Ad una maggiore emotività sentimentale rilevata nei giovani d'oggi fa riscontro anche una maggiore superficialità nel leggere i propri stati d'animo, che tende a mettere tutto sullo stesso livello. Relativamente ai sentimenti che riguardano la sfera sessuale si notano decisi cambiamenti intercorsi negli ultimi dieci anni, come la precocità nell'avvio di relazioni sessuali, una maggiore iniziativa delle ragazze, una minore preoccupazione di segretezza.
LA FEDE (o meglio l'educazione allo spirito) Molto rara l'attenzione a questo aspetto dell'animo del ragazzo se si toglie l'azione catechistica della parrocchia. In famiglia, a scuola, non ci sono volontà, disponibilità, competenze per affrontare e sostenere questo delicato processo interiore. L'ora di catechismo settimanale, talvolta strutturata come materia scolastica, resta quindi il momento privilegiato per conoscere la figura di Gesù e stimolare l'incontro con l'Eucarestia. Va però verificato che la partecipazione a questo percorso è massiccia fino alla fase della Cresima, poi si arresta su livelli molto bassi.
ANALISI DEI RAGAZZI DEL GRUPPO
EDUCAZIONE SPIRITUALE La partecipazione ed il coinvolgimento dei ragazzi sono scarsi, per questo pensiamo che per affrontare la catechesi vadano evitate il più possibile le modalità scolastiche, soprattutto in branco e in reparto. Dovremmo utilizzare maggiormente strumenti che possano entusiasmare i ragazzi e che li portino a partecipare attivamente. Quindi la vita all'aria aperta, la vita di comunità, gli incontri significativi sono forse le cose su cui dobbiamo puntare di più se parliamo di spiritualità scout e se ci proponiamo una crescita dei ragazzi in questa dimensione.
LA RESPONSABILITA' Oggi i ragazzi non accettano la responsabilità perché la società e la famiglia prevengono e soddisfano sia le necessità che i desideri, in tal modo non riescono a dare un valore ai loro bisogni e ritengono che tutto sia dovuto loro. Tutto questo non li rende partecipi di ciò che viene proposto loro, né come gioco né come impegno. Non sono stati abituati ad avere delle mete da perseguire per cui non hanno mai misurato la loro capacità e oggi non si sentono in grado di mettersi in gioco per paura di perdere. Questo li rende incostanti negli impegni che sarebbero interessati ad assumersi. Grande responsabilità di ciò è da imputare agli adulti in quanto tendono a giustificare le inadempienze sostituendosi a loro nel portare a termine il compito assegnato. Fermo restando che nell'ambito della famiglia si può intervenire poco se non cercando una cooperazione anche con i genitori meno disponibili, si cerca di aumentare l'interazione tra i capi e i ragazzi per quanto riguarda gli obiettivi di ognuno per arrivare ad un progetto comune chiarendo sin da principio i ruoli e le responsabilità prevedendo i rischi che derivano dal non assolvere l'impegno che si è assunto.
GIOCO Per noi è importante che lo spirito del gioco venga vissuto anche nelle cose non prettamente di gioco, in modo che poi possa essere interiorizzato dai ragazzi come un atteggiamento di tutti i giorni. Quel che a noi interessa salvare del gioco è l'intensità con cui si deve partecipare, un modo forse, per vedere le situazioni anche sotto altre prospettive senza dimenticarsi di non prendersi mai troppo sul serio. Nel branco il gioco viene vissuto in modo abbastanza leale e con impegno. Il gioco fa da sfondo alla maggior parte delle attività, e man mano che i lupetti proseguono il loro cammino si rendono conto dell'importanza che diamo alla loro partecipazione al gioco, tutto è improntato a far acquisire fiducia in loro stessi, a farli sentire parte importante della sestiglia, anche quando tendono ad isolarsi perché credono di non essere all'altezza o temono una figuraccia davanti agli altri. Nel reparto si nota una distinzione tra maschi e femmine: mentre le ragazze non partecipano attivamente al gioco, i ragazzi giocano, ma spesso cercando di vincere con ogni mezzo. In clan il gioco è quasi sempre uno strumento per affrontare o per presentare in modo più semplice argomenti complessi che vogliamo trattare; così che i ragazzi si possano rendere conto facilmente dei problemi e delle difficoltà di realtà diverse e lontane dalla nostra. Il ruolo di ciascuno deve essere valorizzato e deve risultare evidente che l'essere partecipi o meno fa la differenza, proprio come nella vita.
ESSENZIALITA' Ci rendiamo conto che sia molto difficile per i ragazzi acquisire un atteggiamento attento all'essenzialità, proprio perché non fa parte della loro vita e non la ritengono una cosa importante: non le danno valore perché non ne vedono il riscontro che, secondo noi, non significa solo privarsi delle cose superflue, ma saper apprezzare le cose semplici. Le occasioni, forse, in cui riusciamo ad avvicinarli di più a questa dimensione e a far cogliere il significato di ciò che vogliamo trasmettere davvero avviene soprattutto ai campi.
L'IMPEGNO ED IL SERVIZIO L'idea di impegno e di servizio parte già dal branco con la B.A. e nel reparto mettendo al servizio degli altri le proprie competenze. La risposta che i ragazzi danno all'impegno ed al servizio non è sempre positiva: è naturale che più i ragazzi si sentono coinvolti, responsabilizzati, utili, più il loro impegno aumenta. Nelle età maggiori un limite a tale richiesta è la scuola che assorbe molto tempo ed energie.
ANALISI DELLA COMUNITA' CAPI
VALORI IN CUI CI RICONOSCIAMO Impegno, responsabilità, fiducia negli altri, valore dell'educazione, servizio (fare la felicità degli altri), educazione alla libertà e alla felicità, amicizia, coerenza, lealtà ed essenzialità.
MOTIVI PER CUI E' STATO SCELTO LO SCAUTISMO Vivere l'avventura, confrontarsi con persone diverse da me e che credono nello scautismo, educare a diventare persone che scelgono, autoeducazione come valore di fondo, buon metodo per educare i giovani di tutte le età, cambiare il mondo perché si cambia noi stessi, vita di gruppo, vita all'aria aperta, gioco, mi riconosco nel patto associativo.
DIFFICOLTA' NELLA PROPOSTA Riuscire a progettare, aspettarmi dai ragazzi risposte che non possono dare, scontro tra scautismo ideale e reale, impostare la proposta fatta ai ragazzi in modo che sia adatta ai loro cambiamenti, la mancanza di entusiasmo nei ragazzi, contatto col territorio, inserimento nella Chiesa locale, limitati contatti con altri gruppi, tempo ed energia, rapporto coi genitori.
COSA CI ASPETTIAMO DALLA CO.CA. Collaborazione, spronare i capi a fare i campi, lavorare sul progetto del capo e sul progetto educativo, che sia garante del servizio dei capi, ambito di verifica, condivisione del servizio, dare spazio affinché i capi possano riportare le esperienze fatte, accoglienza ed amicizia, lavoro interbranca, un sostegno nell'educazione, agire nella stessa direzione, partecipazione e collaborazione, sostegno, aiuto, comprensione, formazione, vivere insieme certi valori, portare in fondo i lavori iniziati, formazione a livello di fede, attenzione, capacità di chiedere aiuto. Nella Co.Ca. e nelle staff trovare un clima positivo e propositivo.
COSA LA CO.CA. SI ASPETTA DAI RAGAZZI Partecipazione, collaborazione, maggior desiderio di aprirsi alla realtà circostante, accogliere positivamente ciò che viene proposto, essere persone capaci di scegliere, essere persone felici e capaci di vedere la felicità negli altri e nel creato. Essere testimoni di tutto ciò.
OBIETTIVI
L/C
- organizzare dei giochi in modo che ciascun lupetto sia essenziale per il perfetto svolgimento
- organizzare da soli o in sestiglia dei giochi per il branco
- fare delle attività alla scoperta del territorio (es: come cambia il bosco, il paese, il mare al passare delle stagioni)
- fare un concorso per il quaderno di caccia
- puntare sul fatto che portino qdc, astuccio, materiale della specialità, canzoniere
E/G
- individuare a priori le mete possibili per fare le attività all'aperto
- fare attività di alta squadriglia che il consiglio capi arrivi ad organizzare parte del campo estivo, sempre e comunque supportato dai capi reparto
- fare un'impresa di reparto dove ogni specialità venga utilizzata
- far passare l'importanza del capo squadriglia come di un E/G al servizio della propria squadriglia
- preparare un evento culturale facendosi aiutare da professionisti del settore
R/S
- partecipare ad eventi regionali e di zona
- scegliere insieme il tema di un capitolo ed affrontarlo in modo che ciascuno faccia la sua parte
- puntare sulla verifica dei servizi fatta insieme al capo unità
- fare una route con un'esperienza di fede forte
- lavorare partendo dalla figura di Gesù
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